La qualità senza nome

soldati_copDue libri mi guidano. Uno è Vino al vino di Mario Soldati, l’altro è The Timeless Way of Building di Christopher Alexander.

Nel primo trovo un modo d’incontrare il vino che, si parva licet, è anche il mio. Il secondo mi è stato regalato da Adriano Comai (ciao Adri! grazie ancora) per un compleanno di anni fa, quando ancora credevo nella Rete. E’ un libro sui luoghi in cui ci sentiamo a casa nostra, perché hanno la qualità senza nome. Mi disse allora che era diventato un culto degli studiosi di astratti linguaggi informatici, ma francamente non ho mai capito bene perché. Però è un libro che ho amato da subito, perché apre porte. Sarebbe istruttivo fare un giro col libro di Alexander in mano per le meraviglie dell’ultima urbanistica del mio territorio, la Torino che non sta mai ferma — piazza Valdo Fusi, il Palazzo di Giustizia, il Nuovo Duomo al Piero della Francesca, la Spina 3, il PalaFuksas.

Voglio tradurre alcune righe di Alexander.

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alexander_cop Al centro sta una qualità della vita e dello spirito di un uomo, una città, una costruzione o un paesaggio. Questa qualità è oggettiva e precisa, ma non può essere nominata.

La ricerca di questa qualità è la ricerca centrale di ciascuno e il nodo di ogni storia individuale. E’ la ricerca di quei momenti e situazioni in cui siamo più vivi.

Il carattere di un posto è dato da certi modelli di eventi che vi avvengono con continuità.

I modelli specifici di cui è fatta una costruzione o una città possono essere vivi o morti. Nella misura in cui sono vivi, le nostre forze interne sono sciolte e ci sentiamo liberi; ma quando sono morti, siamo bloccati in conflitti interiori.

Quanto più i modelli di un posto — una stanza, un palazzo o una città — sono vivi, tanto più quel posto è un tutto unico, tanto più è luminoso, tanto più possiede quel fuoco che si autoalimenta e che si chiama la qualità senza nome.

E quando una costruzione possiede quel fuoco, allora diventa parte della natura. Come le onde del mare o l’erba di un prato, le sue parti sono governate dal gioco senza fine della ripetizione e della varietà che si creano nella presenza del fatto che tutte le cose passano. E’ questa la qualità stessa.

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La sensibilità per la qualità senza nome è la chiave di tutti i viaggi di Soldati alla ricerca del vino genuino. Non c’è guida migliore per capire il nesso vino-luogo — terroir direbbe il professionista. Tra le molte citazioni, ne sceglierò una dedicata a quelli che la soluzione è una nuova Denominazione Controllata.

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A volte, infami vini sono legittimi: e altri, illegittimi, squisiti. Perché la legge, nel suo sforzo, nobilissimo ma in estrema analisi vano, di essere uguale per tutti, finisce, a volte, col proteggere chi, applicando scrupolosamente la lettera, più nel profondo vìoli lo spirito.

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